Ginkgo Biloba

Unica della sua specie e del suo intero ordine la Ginkgo è ritenuta... Clicca qui per continuare

...Un fossile vivente. Originaria della Cina, deve il suo nome probablimente all'errata trascrizione dal giapponese da parte di un botanico tedesco e starebbe a significare "Albicocca d'argento", per via del colore dei suoi frutti. Il nome latino "Biloba" indica, invece, la forma delle foglie, appunto divise in due lobi tipici. La tradizione vuole che a salvare questa pianta dall'estinzione fossero dei monaci buddisti che attratti dalla sua e dai suoi colori, ne piantarono parecchi esemplari nei templi. In realtà questa pianta è di per sè già molto resistente: fu l'unica a sopravvivere ai bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki. Usata fin dall'antichità come benficio per cuore e polmoni o come rimedio digestivo, venne introdotta in europa nel '700. Nell'Ayurveda la si prescriveva come "Elisir di Lunga vita". Oggi trova uso soprattutto nel miglioramento delle performance cognitive, della memoria in particolare, andando a favorire la circolazione cerebrale.

Avendo effetto anticoagulante, è sconsigliato per persone che già assumono farmaci con la stessa azione o per chi assume capsule d'aglio. Il miglioramento circolatorio si ha anche a livelo periferico, e ne trovano giovamento le gambe appensantite da ritenzione idrica o con problematiche di vene caricose. Contrasta la fragilità capillare e lo stress mentale. Attualmente è di interesse per contrastare patologie neurodegenerative e soprattutto la malattia di Halzeimer per la quale sono ancora in corso studi.

In cosmetica i suoi estratti sono usati come sebo-riequilibranti. La parte utilizzata della pianta sono le foglie raccolte nei mesi di giugno e luglio.